SAVARIN CON LAMPONI E MOUSSE AL LIMONE - Roberto Saluzzi
Morbidissimi Savarin con lamponi e mousse al limone: contrasti di
emozioni e consistenze per un dolcetto assai facile e che può essere preparato
in vari momenti o addirittura in giorni diversi.
La facilità dei Savarin consiste nella lievitazione diretta, ossia non
c'è bisogno di fare lievitini o rinfreschi, una volta preparata la pasta si
mette negli stampi scelti e si fa lievitare, dopodiché subito in forno; questo
perché la dose di lievito compresso è alta, ma al contrario di quello che si
possa pensare, nel prodotto finale non si sentirà il tipico odore di lievito
che francamente a me non piace.
E poi c'è la favolosa mousse al limone, anche se si potrebbe chiamare
mousseline per via della presenza sostanziosa di burro che gli dona una
cremosità ineguagliabile e la consistenza tale da non dover usare le gelatine.
Infine c'è una bagna al limoncello ricca, ricchissima di aromi, e questo
perché i Savarin sono di loro abbastanza neutri, nonostante la presenza dei
lamponi, quindi questo delizioso dessert ha bisogno di una eccezionale bagna e
una favolosa crema per diventare un'esperienza indimenticabile.
Tempo di realizzazione:
4 ore
Grado
di difficoltà (da 1 a
5): 3
Stampo da 25 cm o 18 monoporzioni.
Ingredienti
Per i Savarin:
220 g di farina forte
25 g di lievito compresso
3 uova grosse intere
60 g di zucchero semolato
4 g di sale
140 g di burro
Per la mousse:
60 g di zucchero a velo
la scorza di 1 limone medio
45 g di uovo
35 g di succo di limoni
70 g di burro a temperatura ambiente
300 g di panna fresca
Per la bagna:
250 g di acqua
150 g di zucchero
la scorza di 1/2 limone
½ cucchiaino di semi di finocchio
3 grani di cardamomo
5 cm di cannella in stecca
80 g di limoncello
Per finire:
q.b. di limone candito
q.b. di gelatina neutra
Procedimento
Imburrate e infarinate 18 stampini da piccoli
Savarin oppure altrettanti stampini da piccoli Kugelhupf, oppure 2 stampi da
Savarin da 20 centimetri di diametro o 1 da 25.
Fondete il burro e tenetelo da parte. In una
ciotola sbriciolate il lievito nella farina, unite le uova sbattute poco alla
volta in modo da farle assorbire lentamente; aggiungete lo zucchero e il sale.
Lavorate molto questo impasto in modo da renderlo
omogeneo ed elastico; unite quindi il burro fuso poco alla volta così da
ottenere una sorta di pastella molto morbida ma ugualmente elastica.
Unite i lamponi (che possono essere anche delle
uvette fatte rinvenire in acqua).
Riempite gli stampini per massimo metà della loro
altezza; fate lievitare a 24°C per 2-3 ore coperti da pellicola fino al loro
raddoppio.
Accendete il forno a 170°C. Infornate per 15
minuti gli stampini piccoli, oppure per 20 minuti gli stampi grandi. Una volta
cotti sformateli su di una gratella e lasciateli raffreddare.
Così cotti e freddi si possono congelare oppure
lasciarli seccare a temperatura ambiente: nei due casi si conservano per molto
tempo.
Preparate la bagna unendo il tutto tranne il
limoncello, portate a bollore, fate intiepidire e unite il liquore. Imbibite i
Savarin qualche ora prima di essere serviti, in modo che lo sciroppo venga
assorbito bene.
Lucidateli poi con della gelatina neutra.
Per la crema unite la scorza grattugiata del
limone, l'uovo, lo zucchero e il succo, sul fuoco fatelo addensare girando
molto bene e in continuazione. Fate intiepidire e aggiungete il burro a
pezzetti mescolando il tutto con un frullino al massimo della velocità;
emulsionate ancora così per 10 minuti, diventerà una crema assai liscia e
vellutata.
Montate la panna non troppo ferma e unitela
delicatamente alla crema: questa mousse dovrà essere usata subito per farcire i
Savarin, altrimenti il burro si rapprende e maneggiandola successivamente
perderà la sua incredibile cremosità.
Farcite dunque i Savarin con una generosa dose di
mousse fatta passare con un sac à poche attraverso una bocchetta dentellata.
Cospargete il tutto con pezzetti piccoli di limoni canditi.
Conservate in frigorifero per alcune ore prima di servire, in modo che si assesti il tutto.
Conservate in frigorifero per alcune ore prima di servire, in modo che si assesti il tutto.




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